Il 19 ottobre sull'A1 tra Caserta e Napoli si stava in coda per i presidi degli autotrasportatori. Nei supermercati di mezzo Sud mancavano frutta, verdura e carne. Tu, intanto, aspettavi un camion di materiale.
Quattro giorni dopo, il 23 ottobre, il presidente di ANCE Antonio Ciucci ha usato al Sole 24 Ore un'espressione che non si sente spesso in bocca a chi rappresenta un settore:
«Andiamo rapidamente incontro a una tempesta perfetta per il settore. Davanti a una situazione di emergenza servono strumenti non convenzionali, serve uno scostamento di bilancio per mettere in moto risorse.»
Quando l'associazione dei costruttori chiede uno scostamento di bilancio, non sta facendo retorica. Sta dicendo che gli strumenti ordinari non bastano più.
Vale la pena capire cosa si sta sommando, perché su una delle tre cose puoi ancora intervenire. E hai dieci settimane.
La situazione in due righe
Tre pressioni arrivano nello stesso trimestre: costi che salgono, lavoro pubblico che si contrae, detrazioni private che si riducono. Le prime due non dipendono da te. La terza ha una data, e la data è il 31 dicembre.
Primo fronte: gli extracosti che nessuno ha ancora rimborsato
Sono i rincari dei materiali già sostenuti dalle imprese su lavori già eseguiti. Tra gli arretrati del biennio 2024-2025 e quelli maturati nel 2026 si arriva a circa 3,8 miliardi di euro da corrispondere alle imprese.
Ciucci è stato netto su un punto che riguarda chiunque abbia un appalto pubblico aperto: la revisione dei prezzi prevista dal Codice degli appalti non è sufficiente a compensare rincari di questa portata. Noi ne avevamo scritto nel pezzo su cosa prevede la revisione prezzi e cosa resta a carico tuo: la soglia del 3% è una franchigia che l'impresa paga comunque, e con questi aumenti se la mangia il solo gasolio.
Da qui la richiesta di ridurre le accise sul gasolio, che è anche il punto su cui da tre settimane protestano gli autotrasportatori.
Secondo fronte: i Comuni
Questa è la parte meno raccontata e, per molte imprese, la più pesante.
Con il PNRR chiuso, il rischio maggiore secondo ANCE si annida nelle amministrazioni locali, i cui investimenti sono attesi in calo del 24%. I Comuni sono stretti dai vincoli di finanza pubblica, e c'è un dettaglio che cambia tutto: per il 2024 e il 2025 sugli extracosti interveniva un fondo ministeriale, dal 2026 devono provvedere con risorse proprie.
Tradotto in cantiere: la stazione appaltante con cui discuti la revisione prezzi oggi non ha dietro di sé un fondo statale. Ha il suo bilancio. E questo cambia il tono di quella conversazione e i tempi in cui si chiude.
Terzo fronte: le detrazioni, e qui puoi fare qualcosa
Il 15 ottobre il Governo ha inviato a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio 2027. Dentro ci sono risorse e priorità della prossima manovra.
I bonus edilizi non ci sono. Né bonus ristrutturazione, né ecobonus, né sismabonus: la decisione è rinviata al disegno di legge di bilancio, che si chiude a fine dicembre.
Non significa che le detrazioni spariranno. Significa che se non arriva una proroga, dal 1° gennaio vale quello che è già scritto nella legge in vigore.
| Intervento | Spesa pagata nel 2026 | Spesa pagata nel 2027 | Tetto |
|---|---|---|---|
| Abitazione principale | 50% | 36% | 96.000 € per unità |
| Altri immobili | 36% | 30% | 96.000 € per unità |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | 50% su 5.000 € | Non previsto senza proroga | — |
C'è anche un secondo gradino, più avanti e meno discusso: dal 2028 al 2030 la detrazione si uniforma al 30% per tutti gli interventi e il tetto scende da 96.000 a 48.000 euro.
Un elemento in più sul contesto: secondo un'analisi del think tank ECCO pubblicata il 20 ottobre, i risparmi energetici cumulati sono fermi al 23% dell'obiettivo 2030 contro il 32% atteso, e i bonus edilizi risultano meno efficaci di quanto previsto in rapporto alla spesa. È un argomento che pesa nella stanza in cui si decide la proroga.
La data che conta è quella del bonifico
Questa è la riga da sapere a memoria, perché la maggior parte dei tuoi clienti non la conosce.
La detrazione segue la data del pagamento, non la data dei lavori. Un cantiere che finisce a marzo 2027 ma pagato a dicembre 2026 rientra nelle aliquote del 2026. Uno finito a novembre 2026 e saldato a gennaio rientra in quelle del 2027.
Da qui al 31 dicembre ci sono circa dieci settimane in cui ogni bonifico vale più di quanto varrà il giorno dopo.
L'esempio, svolto per intero
Ristrutturazione dell'abitazione principale, spesa piena di 96.000 euro.
- Pagata nel 2026, al 50%: 96.000 × 50% = 48.000 euro di detrazione, in dieci quote da 4.800.
- Pagata nel 2027, al 36%: 96.000 × 36% = 34.560 euro, in dieci quote da 3.456.
- Differenza: 13.440 euro.
Su un intervento da 40.000 euro la differenza è 5.600 euro. Su 24.000, 3.360.
Quei soldi non sono tuoi: sono del tuo cliente. Ma sei l'unico che può dirglielo in tempo, e un preventivo fermo da settembre cambia faccia quando accanto ha un numero e una data.
| Chi hai in lista | Cosa cambia per lui | Cosa gli dici |
|---|---|---|
| Cantiere aperto, saldo previsto a gennaio | Perde la differenza su tutto l'importo residuo | Proponi un acconto entro dicembre sulle lavorazioni già eseguite |
| Preventivo firmato, lavori non iniziati | Perde la differenza sull'intero importo | Può pagare un acconto adesso e iniziare a gennaio |
| Preventivo consegnato e mai richiamato | Non sa che il costo di aspettare è aumentato | È la chiamata più facile dell'anno: non vendi, informi |
| Lavori su seconda casa o immobile in affitto | Scende dal 36% al 30% | Differenza minore, ma su più unità si somma |
| Appalto pubblico in corso | Niente detrazioni, ma extracosti e tempi di pagamento peggiorano | Chiedi per iscritto lo stato della revisione prezzi, adesso |
Quello che non funziona
Dire al cliente che "il bonus finisce". Non finisce: si riduce. Se lo racconti come una scadenza assoluta e poi a gennaio scopre che la detrazione esiste ancora, hai perso la sua fiducia per guadagnare due settimane. E se la manovra prorogasse le aliquote, la figura sarebbe peggiore.
Aspettare la legge di bilancio per muoversi. La manovra si chiude a fine dicembre, cioè esattamente quando la finestra si sarebbe chiusa comunque. Chi aspetta di sapere, aspetta troppo.
Riempire il calendario e basta. Dieci settimane di lavori accettati senza guardare i costi aggiornati significano chiudere l'anno pieni e il bilancio vuoto. Un preventivo fatto a settembre e firmato a dicembre non ha più lo stesso margine: il computo da cui nasce il prezzo va rifatto, non riciclato.
Rimandare i SAL sui cantieri pubblici. Con i Comuni che pagano gli extracosti di tasca propria, i tempi si allungheranno. Ogni settimana tra la fine di una lavorazione e l'emissione del documento è una settimana in cui finanzi il committente con i tuoi soldi: su un SAL da 200.000 euro, 60 giorni valgono circa 2.600 euro di soli oneri finanziari.
Fonti
- Antonio Ciucci, presidente ANCE, intervista a Il Sole 24 Ore del 23 ottobre 2026: "tempesta perfetta", richiesta di uno scostamento di bilancio, riduzione delle accise sul gasolio, investimenti delle amministrazioni locali attesi in calo del 24%, extracosti a carico dei Comuni dal 2026.
- Documento programmatico di bilancio 2027, inviato alla Commissione europea il 15 ottobre 2026: nessuna indicazione su proroghe di bonus ristrutturazione, ecobonus e sismabonus.
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), art. 1 comma 22: aliquote dei bonus edilizi per il 2026 e per il 2027.
- Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali", aggiornamento febbraio 2026: tetto di 96.000 euro per unità immobiliare, detrazione in dieci quote annuali.
- Think tank ECCO, analisi del 20 ottobre 2026 su risparmi energetici cumulati ed efficacia dei bonus edilizi.
Tre cose da fare lunedì
Apri l'elenco dei preventivi consegnati negli ultimi sei mesi e non firmati. Per ciascuno scrivi la differenza in euro tra pagare nel 2026 e pagare nel 2027. Tre minuti a preventivo, e ti esce una lista di persone che hanno un motivo nuovo per richiamarti. Se qualcuno non risponde da settimane, spesso non è il prezzo a bloccarlo.
Sui cantieri pubblici, chiedi per iscritto lo stato della revisione prezzi. Non al telefono. Una PEC al RUP con la richiesta di conoscere se e quando verrà applicata: serve a te per programmare la cassa e serve come data certa se la conversazione si allunga.
Rifai i prezzi dei materiali sui preventivi ancora aperti. Non quelli già firmati: quelli in attesa di risposta. Se un cliente accetta a dicembre un prezzo di settembre, il rincaro lo paghi tu.
Un'ultima cosa, e vale più delle tre. In dieci settimane si decide un pezzo del 2027, e si decide con due informazioni: quali clienti richiamare, e con che margine stai lavorando adesso. La prima la ricavi dall'elenco dei preventivi. La seconda richiede di sapere, per ogni cantiere aperto, quanto hai speso finora e quanto ti costerà finire — ed è il numero che quasi nessuno ha sottomano quando serve davvero.
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Se i cantieri pubblici sono una parte importante del tuo lavoro
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Con i Comuni che pagano gli extracosti con risorse proprie, i tempi si allungheranno e la differenza la farà chi emette i documenti per primo e con dati che non si possono contestare. In Pillar lo stato avanzamento lavori non si compila: si genera dalle quantità e dalle ore già registrate in cantiere, e accanto all'importo trovi il margine di quella commessa aggiornato a oggi.
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Domande frequenti
Le detrazioni edilizie finiscono nel 2027?
No, si riducono. A normativa vigente, dal 1° gennaio 2027 la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio passa dal 50% al 36% per gli interventi sull'abitazione principale e dal 36% al 30% per gli altri immobili, con il tetto di spesa confermato a 96.000 euro per unità immobiliare.
Conta la data dei lavori o quella del pagamento?
Conta la data del pagamento. L'aliquota applicabile è quella in vigore nell'anno in cui la spesa viene sostenuta, cioè quando viene effettuato il bonifico, indipendentemente da quando i lavori iniziano o si concludono.
Quanto si perde aspettando il 2027?
Su una spesa di 96.000 euro relativa all'abitazione principale la differenza tra il 50% e il 36% vale 13.440 euro di detrazione. Su 40.000 euro la differenza è di 5.600 euro, su 24.000 euro di 3.360 euro.
Perché gli investimenti dei Comuni sono a rischio?
Con la chiusura del PNRR gli investimenti delle amministrazioni locali sono attesi in calo del 24% secondo ANCE. I Comuni sono vincolati dalle regole di finanza pubblica e, mentre per il 2024 e il 2025 sugli extracosti dei materiali interveniva un fondo ministeriale, dal 2026 devono farvi fronte con risorse proprie.
La revisione prezzi copre gli aumenti dei materiali?
Solo in parte. Negli appalti pubblici la clausola scatta oltre una soglia di variazione e riconosce una percentuale dell'eccedenza, lasciando la parte sotto soglia a carico dell'impresa. Secondo ANCE il meccanismo previsto dal Codice dei contratti non è sufficiente a compensare rincari dell'entità attuale.
La legge di bilancio 2027 può prorogare le aliquote attuali?
Sì. Il Documento programmatico di bilancio inviato il 15 ottobre 2026 non contiene indicazioni sui bonus edilizi e rinvia ogni decisione al disegno di legge di bilancio, approvato entro fine dicembre. Fino ad allora valgono le aliquote già previste dalla normativa vigente.
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