Pillar
Prenota ora

Funzionalità

Pillar AI

Impresa e cantieri in un’unica chat

Flussi di cassa

Cassa, uscite e previsioni in una vista

Gestione bolle e rapportini

Bolle e rapportini dal cantiere

Fatturazione

Fatture attive e passive con scadenze

Preventivi

Dal computo al preventivo pronto

Gestione commessa

Margini, costi e ore per commessa

Procurement

Fornitori e ordini in un solo hub

Sicurezza

Verifica documentale automatica per i tuoi cantieri

Chi siamo

Risorse

Strumenti

Calcolatori e strumenti gratuiti per la tua impresa

Casi studio

Storie di imprese edili che usano Pillar

Blog

Norme, cassa e cantiere spiegati facile

Webinar

Conversazioni dal vivo e on-demand con il team di Pillar

AccediPrenota un appuntamento
BlogNorme, bandi e scadenze

Fatture non pagate: interessi di mora al 10,40%

– Quando un cliente impresa o un ente pubblico ti paga in ritardo, la legge ti riconosce degli interessi che scattano da soli, senza bisogno di sollecitare. – Dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 il tasso è del 10,40% annuo. In più ti spettano 40 euro fissi per ogni fattura pagata in ritardo. – Su una fattura da 20.000 euro incassata con tre mesi di ritardo, sono circa 553 euro che quasi nessuna impresa chiede. – Le costruzioni sono tra i settori che incassano peggio: il 6,1% delle imprese edili paga con più di 90 giorni di ritardo. – Attenzione a una distinzione: con il cliente privato le regole sono diverse e gli interessi sono molto più bassi.

Scritto da
Team Pillar
Team PillarRedazione Pillar
Pubblicato
9 settembre 2026
Tempo di lettura
5 minuti
Fatture non pagate: interessi di mora al 10,40%

Fatture non pagate in edilizia: quanto ti deve davvero il cliente che tarda

Il lavoro l'hai fatto. La fattura l'hai emessa. Sono passati tre mesi e i soldi non sono arrivati.

Nel frattempo i fornitori li hai pagati, gli stipendi pure, e quella somma che manca la stai coprendo tu, in pratica facendo credito a chi doveva pagarti. È una situazione così comune nel settore che quasi si è smesso di considerarla un problema.

C'è però una cosa che poche imprese sanno o si ricordano: quel ritardo ha un prezzo, e la legge dice quanto. Non serve una causa, non serve un avvocato, e in molti casi non serve nemmeno aver sollecitato.

Quanto ti spetta, in due numeri

Quando il ritardo riguarda una fattura verso un'altra impresa o verso la pubblica amministrazione, valgono le regole del decreto legislativo 231 del 2002. Due cose ti spettano in automatico.

Gli interessi di mora. Il tasso viene aggiornato ogni sei mesi dal Ministero dell'Economia. Per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 è pari al 10,40% annuo (tasso di riferimento del 2,40% più gli 8 punti previsti dalla legge, come da comunicato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2026).

Quaranta euro per ogni fattura. Un importo fisso, riconosciuto come rimborso delle spese di recupero. Spetta per ogni singola fattura pagata in ritardo e non va dimostrato: è dovuto e basta. Se hai cinque fatture scadute con lo stesso cliente, sono 200 euro, non 40.

E qui c'è il punto che sorprende quasi tutti: gli interessi decorrono dal giorno dopo la scadenza, in automatico. Non serve aver mandato un sollecito, una raccomandata o una messa in mora. Se il termine era il 30 giugno e ti pagano il 30 settembre, quei novanta giorni hanno già maturato interessi.

La scheda: quanto vale il ritardo

Il calcolo si fa così: importo della fattura, moltiplicato per il tasso, moltiplicato per i giorni di ritardo, diviso 36.500. Poi si aggiungono i 40 euro.

Importo fattura30 giorni di ritardo60 giorni90 giorni
5.000 €83 €125 €168 €
10.000 €125 €211 €296 €
20.000 €211 €382 €553 €
50.000 €467 €895 €1.322 €

Importi arrotondati, calcolati al tasso del 10,40% e comprensivi dei 40 euro fissi.

Guarda l'ultima riga. Su un SAL da 50.000 euro incassato con tre mesi di ritardo ci sono più di 1.300 euro che ti spettano e che, quasi certamente, non hai mai chiesto. Su tre o quattro situazioni simili in un anno si arriva facilmente a qualche migliaio di euro: soldi già guadagnati, mai fatturati.

Attenzione: con il cliente privato è un'altra storia

Questa distinzione va tenuta a mente, perché sbagliarla mette in imbarazzo.

Le regole viste sopra valgono nelle transazioni commerciali: da impresa a impresa, oppure verso un ente pubblico. Se il tuo committente è un privato che ristruttura casa sua, non rientra in quel perimetro: si applicano gli interessi legali ordinari, che sono molto più bassi, e non spetta il rimborso fisso dei 40 euro.

Con il privato la tutela va costruita nel contratto, indicando i termini di pagamento e le conseguenze del ritardo. È il momento di scriverlo, non quando i soldi non arrivano.

Il settore incassa male, e i numeri lo dicono

Se hai la sensazione che negli ultimi tempi si sia peggiorato, non è un'impressione. Secondo lo Studio Pagamenti di CRIBIS aggiornato a metà 2026, la quota di imprese italiane che paga con puntualità è scesa al 42%, in calo rispetto all'anno precedente. E le costruzioni stanno peggio della media: il 6,1% delle imprese edili paga con oltre 90 giorni di ritardo, contro una media nazionale del 4,4%.

Tradotto: nel nostro settore il ritardo non è l'eccezione, è il modo in cui funziona. Il che rende ancora più assurdo lasciare sul tavolo l'unico strumento che la legge mette a disposizione per renderlo meno conveniente.

Cosa fare, in pratica

Quattro mosse, in ordine di difficoltà.

1. Fatti l'elenco. Prendi le fatture scadute e segna per ognuna la data di scadenza e i giorni di ritardo. Se per farlo ti servono due ore e tre telefonate all'amministrazione, hai appena scoperto un secondo problema da risolvere.

2. Scrivi il conteggio nel sollecito. Non "le ricordo la fattura scaduta", ma una riga in più: "alla data odierna il ritardo ha maturato interessi per X euro, oltre al rimborso forfettario di 40 euro previsto dalla legge". Cambia completamente il tono della conversazione, e nella maggior parte dei casi il pagamento arriva senza che tu debba insistere oltre.

3. Decidi quando chiederli davvero. Con un cliente storico che tarda una volta, puoi citarli e poi rinunciarvi come gesto commerciale: hai comunque ottenuto l'effetto. Con chi ritarda sistematicamente, chiederli è l'unico linguaggio che funziona.

4. Mettilo nel contratto la prossima volta. Termini di pagamento chiari, scritti, e il richiamo agli interessi di mora. Un cliente che li vede scritti paga prima.

Un'ultima cosa che vale per tutte e quattro: nulla di questo funziona se non sai, in ogni momento, quali fatture sono scadute e da quanti giorni. È la parte noiosa, ed è anche quella che fa la differenza tra un'impresa che incassa e una che rincorre. Se vuoi capire come si tiene sotto controllo, ne abbiamo parlato nella guida sul flusso di cassa di un'impresa edile.

E se il problema nasce prima, cioè da stati di avanzamento emessi in ritardo, il punto da sistemare è quello: senza SAL puntuali il cronometro del pagamento non parte nemmeno.

Per situazioni complesse o importi rilevanti, senti il tuo legale: qui parliamo di regole generali e ogni contratto ha le sue clausole.


Fatture, incassi e scadenze di ogni cantiere sotto controllo, senza rincorrere nessuno. Prenota la tua demo →

Oppure porta con te due documenti dei tuoi cantieri e in 20 minuti ti facciamo vedere come funziona sui tuoi numeri. Fissa un appuntamento →


Domande frequenti

Quanto sono gli interessi di mora nel 2026?

Per le transazioni commerciali il tasso è del 10,40% annuo dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, risultato del tasso di riferimento fissato dal Ministero dell'Economia al 2,40% più la maggiorazione di 8 punti prevista dal decreto legislativo 231 del 2002. Il valore viene aggiornato ogni sei mesi.

Gli interessi di mora vanno richiesti o scattano da soli?

Scattano automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del pagamento, senza necessità di sollecito o di messa in mora. Il creditore può decidere se pretenderli o meno, ma il diritto matura comunque.

Cosa sono i 40 euro di rimborso per le fatture in ritardo?

Sono un importo forfettario riconosciuto al creditore come rimborso dei costi di recupero, previsto dall'articolo 6 del decreto legislativo 231 del 2002. Spetta per ogni fattura pagata in ritardo, si aggiunge agli interessi e non richiede di dimostrare la spesa sostenuta.

Come si calcolano gli interessi su una fattura non pagata?

Si moltiplica l'importo della fattura per il tasso, poi per i giorni di ritardo, e si divide il risultato per 36.500. Su una fattura da 20.000 euro con 90 giorni di ritardo al 10,40% si ottengono circa 513 euro, ai quali si aggiungono i 40 euro forfettari.

Valgono anche verso un cliente privato?

No. Le regole sulle transazioni commerciali si applicano tra imprese e nei rapporti con la pubblica amministrazione. Se il committente è un privato si applicano gli interessi legali ordinari, sensibilmente più bassi, e non spetta il rimborso forfettario. Con i privati conviene disciplinare termini e conseguenze del ritardo direttamente nel contratto.

Quanto tempo ha un cliente per pagare una fattura?

Salvo diverso accordo scritto, nelle transazioni commerciali il termine ordinario è di 30 giorni. Le parti possono concordare termini più lunghi entro i limiti previsti dalla normativa, ma l'accordo deve risultare per iscritto e non può essere gravemente iniquo per il creditore.

Pillar, il software completo per la tua impresa edile

Cassa, margini, cantiere e documenti in un'unica piattaforma pensata per chi costruisce.

Scopri Pillar

Autore dell'articolo

Team Pillar
Team PillarRedazione Pillar

Articoli correlati