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Blog›Cassa, margini e gestione

Computo metrico: perché il totale non è il tuo prezzo

– Il computo metrico dice quanto costa l'opera. Non dice a quanto la devi vendere: sono due numeri diversi e chi li confonde lavora sotto costo. – Tra i due mancano cinque passaggi: oneri della sicurezza, spese generali, utile d'impresa, costi indiretti di cantiere e la copertura sulle variazioni di prezzo. – Su un computo da 100.000 euro il prezzo corretto supera i 131.000. Chi presenta 100.000 non sta facendo uno sconto: sta lavorando gratis. – Le percentuali di riferimento esistono e sono quelle dell'analisi prezzi: spese generali tra il 13% e il 17%, utile d'impresa al 10%. – Nella tabella dell'articolo trovi il passaggio completo, riga per riga, da riusare sul tuo prossimo preventivo.

Scritto da
Team Pillar
Team PillarRedazione Pillar
Pubblicato
22 settembre 2026
Tempo di lettura
4 minuti
Computo metrico: perché il totale non è il tuo prezzo

Computo metrico: perché quel totale non è il prezzo da fare al cliente

Arriva il computo dal progettista. In fondo c'è un numero. Quel numero finisce nel preventivo, magari con una limata per stare dentro il budget del cliente, e il lavoro parte.

È il modo più diffuso di perdere soldi in edilizia, e quasi nessuno se ne accorge, perché l'errore non si vede. Si vede a fine cantiere, quando i conti non tornano e non si capisce dove sia finito il margine.

Il punto è che il computo e il preventivo rispondono a due domande diverse. Il computo dice quanto costa fare l'opera. Il preventivo dice a quanto la vendi. Tra i due ci sono cinque passaggi, e se li salti stai regalando lavoro.

Cosa c'è nel computo e cosa no

Un computo metrico estimativo moltiplica le quantità per i prezzi unitari delle lavorazioni. Quei prezzi unitari coprono i costi diretti: materiali, manodopera, noli, attrezzature per eseguire quella specifica lavorazione.

Non coprono niente di tutto il resto. Non coprono il tuo ufficio, l'assicurazione, il commercialista, il furgone, il tempo che passi a fare preventivi, le fideiussioni, gli interessi sui soldi che anticipi. E non coprono il tuo utile, che non è una cosa opzionale: è il motivo per cui l'impresa esiste.

I cinque passaggi che mancano

Ecco il percorso completo su un computo da 100.000 euro.

PassaggioCome si calcolaImporto
1. Costo diretto (il computo)Quantità × prezzi unitari delle lavorazioni100.000 €
2. Oneri della sicurezzaDa quantificare a parte. Nei lavori pubblici non sono soggetti a ribasso+ 2.500 €
3. Spese generaliDal 13% al 17% sul costo diretto: struttura, ufficio, assicurazioni, mezzi, garanzie+ 15.000 €
4. Utile d'impresa10% su costo diretto più spese generali+ 11.500 €
5. Copertura variazione prezziDal 2% al 3%, in base alla durata del cantiere+ 2.580 €
Prezzo da presentare131.580 €

Le percentuali dei punti 3 e 4 non me le sono inventate: sono quelle che si usano da sempre nell'analisi prezzi dei lavori pubblici, dove le spese generali stanno tra il 13% e il 17% e l'utile d'impresa al 10%. Nel privato nessuno te le impone, ma i costi che coprono ci sono lo stesso.

Guarda la differenza: 31.580 euro tra il totale del computo e il prezzo corretto. Se presenti 100.000 non stai facendo uno sconto del 24%. Stai lavorando gratis e pagando per farlo.

Il passaggio che salta più spesso

Il quinto, quello sulla variazione dei prezzi. È il più recente e il meno considerato.

Un preventivo firmato a ottobre per un cantiere che finisce a maggio si basa su prezzi vecchi di sette mesi. Nel frattempo l'acciaio si muove, il cemento si muove, la manodopera si muove per rinnovo contrattuale. L'indice ISTAT dei costi di costruzione è salito costantemente negli ultimi anni, e quella salita la paghi tu se non l'hai messa nel prezzo.

Due modi per gestirla, entrambi legittimi:

  • Metti una percentuale nel prezzo. Dal 2% al 3% a seconda di quanto dura il cantiere. Semplice, non si spiega al cliente, funziona.
  • Metti una clausola nel contratto. Indichi che oltre una certa soglia di variazione dei prezzi dei materiali si rivedono i corrispettivi. Più corretto, ma va scritto prima e va spiegato.

Quello che non funziona è non fare né l'uno né l'altro e sperare.

Tre controlli sul computo che ti arriva

Quando il computo lo ha fatto il progettista, non fidarti del totale. Tre verifiche, dieci minuti.

Cosa controllareCome si faSe non lo fai
Le quantitàSolo sulle prime cinque voci per importo: di solito fanno da sole il grosso del totaleUn errore di misura lì sposta l'intero prezzo
L'anno dei prezziGuarda da quale prezzario arrivano i prezzi unitari e di che anno èUn prezzario di due anni fa su un cantiere di oggi è una perdita già programmata
Cosa mancaCerca smaltimenti, ponteggi, allacci provvisori, pulizia finale, protezioniOgni voce assente dal computo la paghi tu

Cosa fare lunedì mattina

Prendi l'ultimo preventivo che hai presentato e rifai il percorso della tabella al contrario. Parti dal prezzo che hai fatto, togli l'utile, togli le spese generali, e guarda cosa resta per coprire i costi diretti.

Se quello che resta è meno del computo, hai trovato perché quel cantiere andrà storto. E lo hai trovato mentre puoi ancora rinegoziare.

Il calcolo inverso lo puoi fare in due minuti con il calcolatore del margine di cantiere, inserendo ricavi e costi diretti della commessa.

Un'ultima cosa, e vale più di tutta la tabella: questi cinque passaggi funzionano solo se conosci davvero i tuoi costi diretti. Se il costo orario che usi è quello tabellare e non quello reale, se non sai quante ore stanno andando su ogni lavorazione, allora anche il percorso giusto parte da un numero sbagliato. Ed è un problema diverso, di cui abbiamo parlato qui.


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Domande frequenti

Che cos'è il computo metrico estimativo?

È il documento che quantifica le lavorazioni di un'opera e ne calcola il costo, moltiplicando le quantità misurate per i prezzi unitari. Determina il costo di esecuzione dei lavori, non il prezzo di vendita: per arrivare a quello vanno aggiunti oneri della sicurezza, spese generali, utile d'impresa e copertura sulle variazioni di prezzo.

Chi redige il computo metrico?

Lo redige un tecnico abilitato, di norma il progettista dell'opera o il direttore dei lavori. L'impresa esecutrice può elaborarne uno proprio per verificare quantità e prezzi prima di formulare l'offerta: è una verifica consigliata, perché eventuali errori nelle quantità ricadono su chi esegue.

Qual è la differenza tra computo metrico e preventivo?

Il computo metrico calcola il costo delle lavorazioni. Il preventivo è l'offerta economica che l'impresa presenta al committente e comprende, oltre ai costi diretti, le spese generali di struttura, l'utile d'impresa, gli oneri della sicurezza e i margini per imprevisti e variazioni di prezzo. I due importi non coincidono mai.

Quanto si applica di spese generali e utile in un computo?

Nell'analisi dei prezzi dei lavori pubblici le spese generali sono comprese tra il 13% e il 17% del costo diretto e l'utile d'impresa è pari al 10%, calcolato sulla somma di costo diretto e spese generali. Negli appalti privati le percentuali sono libere, ma le voci di costo che coprono restano le stesse.

Come si legge un computo metrico?

Si parte dalle voci di importo maggiore, che di solito concentrano gran parte del totale, verificando le quantità misurate. Poi si controlla l'origine e l'anno dei prezzi unitari applicati. Infine si verifica quali lavorazioni non compaiono: smaltimenti, ponteggi, allacci provvisori e pulizie finali sono le omissioni più frequenti.

Quanto costa far fare un computo metrico?

Il costo varia in base alla dimensione e alla complessità dell'opera e al professionista incaricato. Per l'impresa la voce rilevante non è tanto il costo del documento quanto il costo di un computo sbagliato: un errore sulle quantità principali o prezzi unitari non aggiornati si traducono in perdite molto superiori all'onorario.

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Autore dell'articolo

Team Pillar
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