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Quanto guadagna un'impresa edile: i numeri veri

– Sorpresa: nel 2025 le costruzioni sono state il settore più redditizio d'Italia sul capitale investito, davanti a industria, commercio ed energia.

– Il problema è la direzione. Lo stesso indicatore è passato dal 16,5% del 2023 al 10,9% del 2025: la redditività si è quasi dimezzata in due anni.

– Il motivo è la fine degli incentivi: nelle costruzioni il calo dei margini operativi è stato il più marcato di tutti i settori.

– In Italia una impresa su cinque ha chiuso il 2025 in perdita, e l'utile medio sul fatturato è scivolato dal 3,3% al 3,0%.

– I numeri di settore servono per confrontarsi, ma non ti dicono come stai tu: il margine di bilancio arriva a maggio, quello di cantiere si può sapere mentre il cantiere è ancora aperto.

Scritto da
Team Pillar
Team PillarRedazione Pillar
Pubblicato
26 agosto 2026
Tempo di lettura
4 minuti
Quanto guadagna un'impresa edile: i numeri veri

Quanto guadagna davvero un'impresa edile in Italia?

È la domanda che nessun imprenditore fa ad alta voce, ma che si porta dietro da anni: il mio margine è normale, o sono io che sbaglio qualcosa?

Al bar non lo chiedi, con i concorrenti nemmeno, e il commercialista ti dà i tuoi numeri ma non quelli degli altri. Il risultato è che tanti titolari lavorano una vita senza sapere se l'8% che portano a casa è un buon risultato o un disastro.

Adesso qualche numero c'è, ed è appena uscito. Vediamolo, spiegato facile.

La sorpresa: siete il settore che rende di più

Partiamo dal dato che sorprende tutti, edili compresi.

Guardando la redditività del capitale investito — quanto rende, in percentuale, il denaro che hai messo nell'impresa — nel 2025 le costruzioni sono state il settore più redditizio d'Italia, davanti a servizi, industria, commercio ed energia. Il valore si è attestato al 10,9%, poco sopra i servizi (10%). Anche sulla redditività degli attivi il settore sta sopra la media, oltre il 7%.

Quindi no: chi fa questo mestiere non è nel settore sbagliato. Un'impresa edile ben gestita rende, in proporzione, più di una fabbrica o di un negozio.

Il problema: la direzione

Ora il rovescio, e qui il numero fa un rumore diverso.

Quello stesso indicatore, nel 2023, valeva 16,5%. Nel 2025 è 10,9%. In due anni la redditività del settore si è quasi dimezzata.

Anno Redditività del capitale nelle costruzioni
2023 16,5%
2025 10,9%

Il motivo principale non è un mistero: la fine degli incentivi. Nelle rilevazioni sui bilanci italiani il calo dei margini operativi risulta più marcato nelle costruzioni che in qualunque altro settore, proprio per l'esaurirsi delle agevolazioni che avevano gonfiato la domanda.

E il quadro generale non aiuta. Guardando tutte le imprese italiane, l'utile medio sul fatturato è scivolato dal 3,3% al 3,0%, e quasi una su cinque (19,6%) ha chiuso l'anno in perdita. Tre punti di utile sul fatturato significano che su 100.000 € fatturati restano 3.000 €: basta un cantiere sbagliato per portarli via tutti.

Perché il tuo margine di bilancio non basta

Qui arriva la parte che vale la lettura, e non la trovi nei report.

Tutti questi numeri sono margini di bilancio: fotografie annuali, che vedi a maggio dell'anno dopo, quando l'anno è chiuso e non puoi più farci niente. Ti dicono com'è andata, non come sta andando.

Ma un'impresa edile non guadagna "in media": guadagna cantiere per cantiere. E la media nasconde tutto. Puoi chiudere l'anno con un onesto 6% avendo dentro due commesse al 15% e tre in perdita — e non saperlo. L'anno dopo rifai le stesse offerte con gli stessi criteri, ripeti gli stessi errori sulle stesse tipologie di lavoro, e ti chiedi perché non cresci.

La differenza tra le imprese che tengono i margini e quelle che li perdono, in questa fase, è quasi sempre lì: le prime sanno quanto rende ogni commessa mentre il cantiere è ancora aperto, e possono correggere. Le seconde lo scoprono a lavori chiusi.

I tre numeri da tenere d'occhio (senza diventare contabile)

Non serve un master. Servono tre cose, e si calcolano su un foglio.

  1. Il margine della singola commessa. Ricavi del cantiere meno tutti i costi diretti: manodopera con il costo reale, materiali, mezzi, subappalti. Se non arrivi almeno al 10-12% lordo, quel lavoro sta pagando i tuoi costi fissi ma non ti sta arricchendo.
  2. L'utile sul fatturato dell'impresa. L'utile netto diviso il fatturato. Sotto il 3% sei in mezzo al gruppo, ma con poco margine di errore. Puoi confrontarti con il 3,0% medio italiano.
  3. La differenza tra preventivato e consuntivo. È il numero più sottovalutato di tutti: se in media sfori del 10% sui costi, il tuo problema non è il mercato, è come fai i preventivi.

Se per calcolare questi tre numeri ti servono tre giorni e cinque telefonate al commercialista, quello è il primo problema da risolvere. Non perché sia bello avere i dati: perché in un settore che ha visto la redditività dimezzarsi in due anni, chi decide sui numeri corregge in corsa, e chi decide a sensazione arriva a gennaio a fare i conti.

Cosa aspettarsi da qui in avanti

Due indicazioni per la testa, non per il foglio Excel.

Gli investimenti in costruzioni sono previsti in crescita nel 2026, ma con un mix diverso: tirano le opere pubbliche, mentre il residenziale privato agevolato scende. Se il tuo lavoro veniva soprattutto dai bonus, il fatturato dei prossimi anni dovrà venire da un'altra parte — ed è meglio decidere da dove adesso.

E dal 1° gennaio 2027 le detrazioni per chi ristruttura si riducono ancora. Vuol dire clienti più attenti al prezzo, più preventivi a confronto, e trattative più dure. In quel contesto, sapere dove ti puoi fermare su un prezzo non è un lusso da grande impresa: è la differenza tra prendere un lavoro e prendere una perdita.

Il settore rende ancora. Ma rende a chi lo misura.


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Domande frequenti

Quanto guadagna in media un'impresa edile in Italia?

Nel 2025 le costruzioni sono state il settore con la redditività del capitale investito più alta in Italia, pari al 10,9%, davanti a servizi, industria e commercio. Il valore era però al 16,5% nel 2023: in due anni la redditività si è quasi dimezzata, principalmente per la fine degli incentivi all'edilizia.

Qual è un buon margine per un cantiere?

Sul singolo cantiere un margine lordo inferiore al 10-12% lascia poco spazio: copre i costi fissi dell'impresa ma espone a perdite al primo imprevisto. Il riferimento va sempre calcolato sui costi diretti reali della commessa, cioè manodopera al costo effettivo, materiali, mezzi e subappalti.

Quante imprese chiudono l'anno in perdita?

In Italia il 19,6% delle imprese, quasi una su cinque, ha chiuso il 2025 in perdita. L'utile medio sul fatturato di tutte le imprese italiane è passato dal 3,3% al 3,0%.

Perché i margini delle imprese edili stanno scendendo?

La causa principale è la fine degli incentivi che avevano gonfiato la domanda di ristrutturazioni: nelle rilevazioni sui bilanci il calo dei margini operativi risulta più marcato nelle costruzioni che negli altri settori. A questo si aggiungono costi di costruzione in aumento e una maggiore concorrenza sui prezzi.

Perché il margine di bilancio non basta a capire come va l'impresa?

Perché è una media annuale, disponibile mesi dopo la chiusura dell'esercizio. Un'impresa edile guadagna commessa per commessa: un buon margine complessivo può nascondere alcuni cantieri molto redditizi e altri in perdita. Per correggere serve conoscere il margine del singolo cantiere mentre i lavori sono ancora in corso.

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