Bonus edilizi in calo dal 2027: cosa cambia davvero per la tua impresa (e per i tuoi margini)
Per più di dieci anni i bonus edilizi sono stati il motore silenzioso di tanti cantieri: il cliente firmava più volentieri perché "tanto metà la recupera". Quell'epoca non finisce di colpo, ma la direzione ormai è chiara: le aliquote scendono, e continueranno a scendere. È appena arrivato anche il nuovo Testo Unico che riscrive le regole. Vediamo cosa cambia, cosa resta e — soprattutto — cosa conviene fare adesso.
Cosa è successo
Il 4 luglio è entrato in vigore il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.Lgs. 117/2026), che raccoglie in un unico posto tutte le regole su bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus, prima sparse in norme diverse.
Niente panico: non nasce un nuovo sistema di incentivi e le aliquote del 2026 non cambiano. Cambiano però due cose che ti riguardano: i numeri dal 2027, e i riferimenti normativi da usare nei documenti.
Le aliquote: il 2026 vale più del 2027
Ecco il quadro, nero su bianco:
| Periodo | Abitazione principale* | Altri immobili |
|---|---|---|
| Spese 2025-2026 | 50% | 36% |
| Spese 2027 | 36% | 30% |
*La maggiorazione vale solo se chi sostiene la spesa è proprietario o titolare di un diritto reale sull'immobile: inquilini e comodatari restano al 36% (poi 30%). Un dettaglio che pochi clienti conoscono, e che ti conviene sapere prima di loro.
Il tetto di spesa resta a 96.000 € per unità immobiliare fino al 2027, la detrazione si recupera in 10 anni, e valgono le stesse aliquote anche per sismabonus ed ecobonus. Ricorda anche che dal 2025 le caldaie solo a combustibili fossili sono fuori da tutti i bonus: se proponi la sostituzione impianto, la strada agevolata passa da pompe di calore e sistemi ibridi.
L'occasione con scadenza (da usare adesso)
Guarda la tabella con gli occhi del commerciale, non del contabile: un cliente proprietario che chiude i lavori sulla prima casa entro il 2026 recupera il 50%; dal 2027 il 36%. Su 80.000 € di lavori, sono 11.200 € di differenza.
Questo è un argomento di vendita con la data di scadenza stampata sopra. Se hai preventivi fermi da mesi, clienti indecisi, lavori rimandati "a dopo l'estate": è il momento di richiamarli. Non stai facendo pressione, stai dando un'informazione che gli fa risparmiare soldi veri. E riempi il portafoglio ordini di fine anno.
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L'insight che conta: il margine torna a farsi in cantiere
E ora il punto più importante, quello che va oltre le aliquote.
Per anni i bonus hanno fatto da paracadute a tutto il settore: la domanda era gonfia, i prezzi salivano, e anche una gestione approssimativa stava in piedi perché "tanto il lavoro c'era". Un margine risicato qua, uno sforamento là: li copriva il mercato drogato dagli incentivi.
Quel paracadute si sta chiudendo, piano ma senza tornare indietro. Con aliquote più basse i clienti diventeranno più attenti ai prezzi, tratteranno di più, confronteranno più preventivi. È lo stesso film di cui abbiamo parlato guardando i numeri del settore: la partita si è spostata dai volumi ai margini.
Tradotto in pratica: ogni punto di margine che prima ti regalava il bonus, ora devi difenderlo tu, in cantiere. Sapere quanto ti costa davvero una commessa prima di firmarla, vedere se un cantiere sta andando fuori budget mentre è ancora aperto, controllare i costi di manodopera e materiali in tempo reale: non è più "roba da grandi imprese", è quello che separa chi guadagna da chi lavora tanto per nulla. Le imprese che hanno i numeri di ogni cantiere sotto controllo possono permettersi di trattare sul prezzo senza andare in perdita. Le altre scopriranno a fine anno com'è andata.
Il dettaglio burocratico da segnare
Dal 1° gennaio 2027 i documenti tecnici, fiscali e contrattuali dovranno citare i nuovi riferimenti del Testo Unico: articolo 17 per il recupero edilizio (con l'articolo 373 per le aliquote), articolo 371 per il sismabonus, articolo 372 per l'ecobonus. Fino al 31 dicembre 2026 valgono i vecchi riferimenti. Giralo a chi ti prepara pratiche e preventivi: un riferimento sbagliato su un documento è una grana evitabile.
Cosa fare adesso
Tre mosse concrete: richiama i clienti con preventivi fermi e metti sul tavolo la scadenza del 50%; verifica che chi ti segue le pratiche sappia del cambio di riferimenti dal 2027; e approfitta di questi mesi per mettere sotto controllo i conti dei tuoi cantieri — perché nel mercato che arriva, il margine non te lo regala più nessuno.
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Domande frequenti
Cosa cambia per i bonus edilizi con il nuovo TUIR?
Il D.Lgs. 117/2026, in vigore dal 4 luglio 2026, riordina in un unico testo le regole di bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus. Non cambia le aliquote del 2026, ma dal 1° gennaio 2027 introduce nuovi riferimenti normativi (articoli 17, 371, 372 e 373) da citare nei documenti tecnici e fiscali.
Quali sono le aliquote dei bonus edilizi nel 2026 e nel 2027?
Per le spese 2025-2026: 50% sull'abitazione principale (per proprietari o titolari di diritto reale) e 36% sugli altri immobili. Per le spese 2027: rispettivamente 36% e 30%. Il tetto di spesa resta 96.000 € per unità immobiliare e la detrazione si recupera in 10 quote annuali.
Chi ha diritto all'aliquota maggiorata sull'abitazione principale?
Solo chi sostiene la spesa ed è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile adibito ad abitazione principale. Inquilini e comodatari, anche se pagano i lavori, restano all'aliquota ordinaria.
Conviene fare i lavori nel 2026 o aspettare il 2027?
Dal punto di vista fiscale il 2026 è più conveniente: sull'abitazione principale la detrazione è al 50%, mentre dal 2027 scende al 36%. Su 80.000 € di lavori la differenza è di 11.200 €. Per le imprese è un argomento concreto da presentare ai clienti indecisi.
Le caldaie a gas rientrano ancora nei bonus?
No. Dal 2025 la sostituzione dell'impianto con caldaie uniche alimentate solo a combustibili fossili è esclusa sia dall'ecobonus sia dal bonus ristrutturazioni. Restano agevolabili pompe di calore, sistemi ibridi e gli altri impianti ammessi.
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