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Voucher Doppia Transizione 2026: Digitalizzazione a fondo perduto

– C'è un contributo a fondo perduto per digitalizzare la tua impresa: si chiama Voucher Doppia Transizione e copre fino al 70% delle spese. Soldi che non devi restituire.

– Cosa ci rientra: software gestionali, intelligenza artificiale, strumenti digitali per il cantiere, consulenza e formazione. Dote nazionale: 150 milioni di euro.

– Chi può chiederlo: le micro, piccole e medie imprese in regola con DURC e iscrizione alla Camera di Commercio. Quindi, molto probabilmente, anche la tua.

– Attenzione: importi e date precise cambiano da Camera di Commercio a Camera di Commercio, e prima della domanda è obbligatorio un test digitale gratuito (SELFI 4.0).

– Le finestre di invio sono brevi e conta l'ordine di arrivo: chi si prepara adesso, ad agosto ha tutto pronto. Chi aspetta, resta fuori.

Scritto da
Team Pillar
Team PillarRedazione Pillar
Pubblicato
16 luglio 2026
Tempo di lettura
5 minuti
Voucher Doppia Transizione 2026: Digitalizzazione a fondo perduto

Il software per gestire la tua impresa edile? Te lo paga (fino al 70%) lo Stato: arriva il Voucher Doppia Transizione

Quante volte hai pensato "dovrei mettere ordine nella gestione, mi servirebbe un software serio, ma adesso non è il momento di spendere"? Ecco, questa è la settimana in cui quel ragionamento si ribalta. È partito il Voucher Doppia Transizione: un contributo a fondo perduto — soldi che non restituisci, non un prestito — che copre fino al 70% delle spese per digitalizzare la tua impresa. Software gestionali compresi.

Per una PMI edile è un'occasione rara. E come tutte le occasioni rare, premia chi si muove per primo. Vediamo cos'è, cosa ci puoi fare e i passi esatti per prenderlo.

Cos'è, in parole povere

Il Voucher Doppia Transizione è un incentivo nazionale promosso da Unioncamere attraverso le Camere di Commercio, con una dote di 150 milioni di euro. "Doppia transizione" significa che finanzia due tipi di salto: quello digitale e quello green.

Il meccanismo: presenti un progetto di innovazione per la tua impresa, e la Camera di Commercio ti rimborsa una parte importante delle spese — fino al 70%, con massimali che nella maggior parte dei bandi arrivano a diverse migliaia di euro. A fondo perduto, appunto.

Una cosa da sapere subito, per onestà: percentuali, tetti di spesa e date precise li decide ogni singola Camera di Commercio con il proprio bando. Vediamo i numeri di riferimento.

Quanto vale il finanziamento?

Qui serve chiarezza, perché è il punto su cui circolano i numeri sbagliati.

Il massimale nazionale teorico arriva fino al 70% della spesa e a 10.000 euro, ma è un tetto di riferimento: quasi nessuna Camera applica quei valori pieni. La percentuale del 70% è riservata in genere alle micro e piccole imprese in alcune circoscrizioni; nella pratica la forbice più diffusa è intorno al 50% della spesa ammissibile. Ogni bando territoriale fissa i propri valori.

ParametroRiferimento nazionale
Percentuale di contributoIn genere 50%, fino al 70% per micro e piccole imprese in alcune circoscrizioni
Massimale del contributoFino a 10.000 euro (tetto teorico, ogni Camera fissa il proprio)
Investimento minimoDefinito dal bando territoriale (in genere tra 3.000 e 5.000 euro)
Regime di aiutoDe minimis (tetto di 300.000 euro in 3 anni)
Ritenuta d'acconto4%, dove applicabile

Due esempi per capire la variabilità:

Camera (esempio)ContributoTettoInvestimento minimo
Esempio A50%7.000 euro3.000 euro
Esempio B50%10.000 euro4.000 euro

Stessa iniziativa, numeri diversi. Per questo l'unico modo per sapere quanto vale il voucher nel proprio territorio è consultare il bando della Camera competente.

Cosa ci puoi fare (ed è qui che si fa interessante)

Le spese finanziabili parlano dritto a chi manda avanti un'impresa edile:

  • software gestionali evoluti — quelli che tengono insieme cantieri, costi, documenti e ti fanno vedere i margini in tempo reale
  • intelligenza artificiale applicata alla gestione dell'impresa
  • strumenti digitali per il cantiere (sensoristica, monitoraggio mezzi e magazzino)
  • sicurezza informatica e cloud
  • consulenza e formazione per usare bene questi strumenti

Un dettaglio che pochi colgono, e che fa la differenza tra domanda approvata e respinta: non basta "comprare un programma". Il progetto deve mostrare che la tecnologia integra dati e processi che prima gestivi a mano o su strumenti separati — dal foglio Excel dei costi ai rapportini di carta. Tradotto: il voucher non finanzia l'acquisto di un giocattolo digitale, finanzia il salto verso una gestione dove i numeri dell'impresa stanno in un posto solo. Che poi è esattamente il salto che ripaga di più.

Attenzione anche a cosa non rientra, di norma: computer e telefoni "semplici", siti web di base. Il voucher premia i progetti veri, non la spesa di cancelleria digitale.


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Chi può chiederlo

I requisiti base sono alla portata della maggior parte delle imprese edili:

  • essere una micro, piccola o media impresa attiva e iscritta al Registro delle imprese
  • essere in regola con il diritto camerale e con il DURC
  • rispettare il regime "de minimis" (il tetto europeo agli aiuti ricevuti)

Se hai i conti e i documenti in ordine, molto probabilmente ci rientri.

Gli step per ottenerlo, uno per uno

Ecco il percorso, in ordine. Seguilo così e arrivi pronto:

  1. Controlla il bando della tua Camera di Commercio. Cerca "voucher doppia transizione" + il nome della tua provincia, oppure parti dalla pagina nazionale dei Punti Impresa Digitale: puntoimpresadigitale.camcom.it. Lì trovi percentuale, massimale, spesa minima e — soprattutto — le date della finestra di invio della tua zona.
  2. Fai il SELFI 4.0 (obbligatorio). È un test gratuito e veloce di autovalutazione della maturità digitale della tua impresa, sul portale dei Punti Impresa Digitale. Va completato nei 3 mesi precedenti la domanda: senza, la domanda non parte. Falla adesso, ti toglie il pensiero.
  3. Prepara i documenti. Ti servono: SPID/CIE o CNS del legale rappresentante, firma digitale, PEC attiva e i preventivi dettagliati delle spese che vuoi finanziare (più il preventivo descrive bene il progetto e l'integrazione dei processi, più la domanda è solida).
  4. Precompila la domanda sulla piattaforma ReStart di InfoCamere: restart.infocamere.it. La precompilazione è già aperta.
  5. Invia nella finestra della tua Camera. Qui il dettaglio che decide tutto: in molti bandi conta l'ordine cronologico di invio (non di precompilazione), e le finestre durano pochi giorni — spesso a settembre. Segna la data, fatti trovare col dito sul pulsante.

Perché muoversi adesso (e non a settembre)

Facciamo due conti pratici. La finestra di invio in molte province apre a settembre e dura una manciata di giorni. Il SELFI 4.0 va fatto prima, i preventivi richiedono tempo, la firma digitale pure se non ce l'hai. Chi inizia a pensarci a settembre arriva tardi; chi prepara tutto tra luglio e agosto — nei mesi tranquilli — invia il primo giorno utile e si prende il contributo.

E c'è un ragionamento in più. Come abbiamo visto parlando di come va l'edilizia nel 2026, la partita si è spostata sui margini: vince chi conosce i suoi numeri. Il voucher è lo Stato che ti paga fino al 70% del biglietto per quel salto. Difficile immaginare un momento migliore per farlo.

Cosa fare adesso

Tre mosse questa settimana: apri il bando della tua Camera di Commercio e segna le date; fai il SELFI 4.0 (mezz'ora, gratuito); chiedi i preventivi per il progetto digitale che hai in mente. A settembre ringrazierai il te stesso di luglio.


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Domande frequenti

Cos'è il Voucher Doppia Transizione 2026?

È un contributo a fondo perduto promosso da Unioncamere tramite le Camere di Commercio, con una dote di 150 milioni di euro, che copre fino al 70% delle spese delle PMI per progetti di digitalizzazione e transizione green: software gestionali, intelligenza artificiale, cloud, sicurezza informatica, consulenza e formazione.

Quanto rimborsa il Voucher Doppia Transizione?

Fino al 70% delle spese ammissibili, con massimali che variano da Camera di Commercio a Camera di Commercio (in genere tra 6.000 e 15.000 €, con una spesa minima richiesta). Percentuale e tetto esatti sono nel bando della propria provincia.

Chi può richiedere il Voucher Doppia Transizione?

Le micro, piccole e medie imprese attive, iscritte al Registro delle imprese, in regola con il diritto camerale e con il DURC, nel rispetto del regime de minimis. La maggior parte delle PMI edili rientra nei requisiti.

Il software gestionale rientra nel Voucher Doppia Transizione?

Sì, i software gestionali evoluti rientrano tra le spese ammissibili, a condizione che il progetto dimostri l'integrazione di dati e processi aziendali (non il semplice acquisto di un programma). Sono ammesse anche le spese di consulenza e formazione collegate.

Cos'è il SELFI 4.0 e perché è obbligatorio?

È un test gratuito di autovalutazione della maturità digitale dell'impresa, disponibile sul portale dei Punti Impresa Digitale. Va completato nei 3 mesi precedenti la domanda: è un prerequisito obbligatorio per partecipare al voucher.

Quando si presenta la domanda per il voucher?

La precompilazione è aperta sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, ma l'invio effettivo segue il calendario di ogni Camera di Commercio, con finestre spesso brevi (in molti casi a settembre 2026). In diversi bandi conta l'ordine cronologico di invio, quindi conviene arrivare preparati.

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