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Come va l'edilizia nel 2026: i numeri e cosa aspettarsi

– Dopo un 2025 in lieve calo (-1,1%, molto meglio del -7% temuto), nel 2026 l'edilizia torna a crescere: +5,6% previsto (dati ANCE).

– A trainare sono le opere pubbliche (+12%), spinte dall'ultimo miglio del PNRR. Il residenziale privato, invece, resta in difficoltà.

– Il settore vale ancora circa il 12% del PIL italiano: non è un comparto in crisi, è un comparto che cambia pelle.

– L'insight che conta: la partita non si gioca più sui volumi ma sui margini. Si è aperta una "guerra di prezzi" che premia chi tiene i costi sotto controllo.

– Chi conosce il proprio margine cantiere per cantiere può competere sul prezzo senza lavorare in perdita. Gli altri rischiano di prendere lavori che li affossano.

Scritto da
Team Pillar
Team PillarRedazione Pillar
Pubblicato
2 luglio 2026
Tempo di lettura
4 minuti
Come va l'edilizia nel 2026: i numeri e cosa aspettarsi

Come va davvero l'edilizia nel 2026 (e cosa significa per la tua impresa)

Al bar del cantiere si sentono due versioni opposte. C'è chi dice "è tutto fermo, è una crisi nera" e chi dice "non si è mai lavorato così tanto". Chi ha ragione? Come spesso capita, nessuno dei due del tutto. I dati raccontano una storia più interessante, e capirla ti aiuta a fare le mosse giuste nei prossimi mesi.

Prendiamo i numeri più aggiornati sul settore e traduciamoli in qualcosa di utile per chi un'impresa la manda avanti davvero.

Il 2025 è andato meglio del previsto

Partiamo da una sorpresa positiva. Il 2025 doveva essere un anno nero: le previsioni parlavano di un calo intorno al -7%. Alla fine gli investimenti in costruzioni sono scesi solo del -1,1%. Molto meglio del temuto.

A salvare la baracca sono state le opere pubbliche, cresciute di oltre il 21% in un anno, spinte dai cantieri del PNRR. Mentre una parte del settore frenava, un'altra correva.

Il 2026 riparte, ma non per tutti allo stesso modo

Ed ecco la previsione che ti interessa. Per il 2026 gli investimenti in costruzioni sono attesi in crescita del +5,6%. Il settore riparte. Ma il "come" conta più del "quanto":

  • Opere pubbliche: +12%, trainate dall'ultimo miglio del PNRR
  • Riqualificazione abitativa: +3,5%, in ripresa dopo due anni difficili
  • Nuova edilizia residenziale privata: ancora debole, frenata dall'incertezza

Tradotto: il lavoro c'è, ma si è spostato. Il baricentro è sul pubblico e sul recupero dell'esistente, mentre chi vive solo di nuove costruzioni per privati fa più fatica. Sapere dove sta andando il lavoro ti dice dove conviene posizionarti.

E teniamo presente una cosa: le costruzioni valgono ancora circa il 12% del PIL italiano. Non è un settore in crisi. È un settore che sta cambiando pelle.

L'insight che pochi colgono: la partita si è spostata sui margini

Qui c'è la lezione più importante, quella che separa chi cresce da chi arranca.

Negli anni del Superbonus e del boom, il problema era fare il lavoro: ce n'era così tanto che bastava esserci. Ora che i volumi si normalizzano e tante imprese si contendono le stesse commesse, è partita una guerra di prezzi. E in una guerra di prezzi vince chi conosce i propri numeri.

Facciamo l'esempio concreto. Due imprese partecipano alla stessa gara. La prima "spara" un prezzo sperando che vada bene. La seconda sa esattamente quanto le costa quel lavoro — manodopera reale, materiali, mezzi, costi indiretti — e sa fino a dove può abbassare il prezzo restando in utile. Chi vince la gara senza rimetterci? La seconda. La prima, se vince, rischia di essersi aggiudicata un cantiere in perdita.

Questo è il punto: quando la competizione si sposta sul prezzo, il margine si difende conoscendolo. Chi non sa quanto guadagna su ogni cantiere sta giocando a carte coperte, e prima o poi paga.

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Cosa significa per te, in pratica

Tre indicazioni concrete che escono da questi dati:

  1. Guarda al pubblico e al recupero. È lì che cresce il lavoro. Avere i requisiti per i lavori pubblici e saper gestire commesse di riqualificazione ti apre le porte giuste.
  2. Difendi il margine, non inseguire il fatturato. In una guerra di prezzi, prendere tanti lavori a margine zero è la strada per chiudere pieni di cantieri. Meglio pochi lavori che guadagnano.
  3. Conosci i tuoi numeri prima di fare un'offerta. Sapere il costo reale di un cantiere — prima di firmare, non dopo — è ciò che ti permette di competere sul prezzo senza suicidarti.

Le imprese che nei prossimi anni cresceranno non saranno quelle che lavorano di più. Saranno quelle che sanno, cantiere per cantiere, quanto stanno guadagnando — e che possono decidere con lucidità quali lavori prendere e a che prezzo. In un mercato che cambia pelle, avere i conti sotto controllo non è un lusso da grande impresa: è la condizione per restare in partita.

Cosa fare adesso

Fai una prova onesta: dei tuoi ultimi tre lavori, sai dire quale ti ha fatto guadagnare di più e quale di meno, e perché? Se la risposta è chiara, sei attrezzato per la guerra di prezzi. Se è nebulosa, è il primo punto su cui lavorare prima della prossima offerta.

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Domande frequenti

Come sta andando il settore delle costruzioni in Italia nel 2026?

Dopo un 2025 in lieve calo (-1,1%, meglio del -7% previsto), nel 2026 gli investimenti in costruzioni sono attesi in crescita del +5,6% secondo l'Osservatorio ANCE. La ripresa è trainata soprattutto dalle opere pubbliche (+12%) legate al PNRR.

Quali comparti dell'edilizia crescono di più nel 2026?

Le opere pubbliche (+12%), spinte dall'ultimo miglio del PNRR, e in misura minore la riqualificazione abitativa (+3,5%). La nuova edilizia residenziale privata resta invece debole, frenata dall'incertezza economica.

Quanto vale il settore delle costruzioni per l'economia italiana?

Il settore delle costruzioni rappresenta circa il 12% del PIL italiano ed è uno dei principali motori dell'occupazione, con un contributo rilevante alla crescita del Paese negli ultimi anni.

Perché si parla di "guerra di prezzi" in edilizia?

Perché con la normalizzazione dei volumi dopo il boom, più imprese si contendono le stesse commesse e la competizione si sposta sul prezzo. In questo scenario vince chi conosce con precisione i propri costi e può offrire prezzi competitivi restando comunque in utile.

Come può un'impresa edile difendere il margine nel 2026?

Conoscendo il costo reale di ogni cantiere prima di fare un'offerta, monitorando la marginalità commessa per commessa e scegliendo quali lavori prendere in base al margine e non solo al fatturato. Controllare i costi in tempo reale è ciò che permette di competere sul prezzo senza lavorare in perdita.

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